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Notizie sulla vita della Congrega

Le Confraternite, come è noto, nacquero come un tipo di istituzione laica avente lo scopo di coinvolgere maggiormente i fedeli in esercizi di devozione, di carità e di altre opere pie .

Queste associazioni, che avevano a capo un  Priore e dove tutti si riunivano con il nome di confratelli, erano soprattutto indirizzate alla celebrazione dei riti della morte e dei funerali ai quali ancora oggi, nelle pratiche, fanno riferimento.

Come è dato sapere dall’“Inventario delle cappelle, delle confraternite e degli spedali delle terre di Pietracatella”, facevano capo alla Parrocchia di “San Giovanni Battista” due confraternite, la “Confraternita del SS. Sacramento”, istituita nel 1584, e la “Confraternita della Madonna del Rosario”, fondata nel 1609; entrambe avevano un altare nella suddetta chiesa. Si hanno, inoltre, notizie sulla fondazione di una “Confraternita del Monte dei Morti”, istituita canonicamente il 26 maggio 1697 dall’Arciconfraternita del Suffragio di Roma .

Per quanto riguarda la Confraternita della Madonna di Costantinopoli non abbiamo documenti che ci possano fornire ragguagli sull’anno di fondazione, ma tenendo presente che, secondo le testimonianze pervenuteci, il protettore della congregazione è il Santo Vincenzo de’ Paoli, possiamo supporre che un primo nucleo ristretto si organizzò secondo i dettami del santo sacerdote francese, costituendo una confraternita di pie persone, detta la “Carità”, già nata a Roma nel 1652. Una muta testimonianza di ciò possiamo riscontrarla nella croce confraternale, che reca alla base la raffigurazione di San Vincenzo de’ Paoli, nonché quella della Madonna, l’Ostensorio a simbolo della Confraternita del SS. Sacramento (che probabilmente prima di essere abolita si associò a quella della Vergine) ed, infine, la raffigurazione del Sacro Cuore di Gesù .

Da non tralasciare, inoltre, la statua dello stesso San Vincenzo, presente in una delle nicchie dell’abside.

Da questa prima unione potrebbe derivare la congrega che il 27 dicembre 1754 vide le sue “Regole”, cioè “la norma della condotta morale degli iscritti e del regime amministrativo”, munite di regio assenso da parte del re Ferdinando IV di Borbone.

Nei primi tempi la confraternita fu impegnata a raccogliere le adesioni e poté considerarsi costituita solo nel 1757, allorquando raggiunse un buon numero di iscritti. In questo periodo, infatti, tra il 1754 e il 1757, la prima consulta dovette svolgere una grande e difficoltosa propaganda per invogliare i fedeli ad iscriversi. Molto probabilmente già a questa data la confraternita doveva occuparsi, con opere pie, delle circostanze luttuose. La presenza nell’ex chiesa di San Rocco, sulle cui rovine sorse la chiesa attuale, di sepolcri singoli e due sepolcri comuni, di cui uno per i confratelli, avvalora tale tesi.

Il 28 maggio del 1857, esattamente cento anni dopo, la Consulta della Congregazione, presieduta dal Priore sig. Anselmo Pillarella, deliberò, in seguito ad una considerazione del Consiglio degli Ospizi, di invocare la sanatoria sovrana sulla fondazione della Congrega, poiché il permesso di istituzione non era stato mai richiesto in precedenza.

Riportiamo il verbale redatto in quella riunione:

 

“La Consulta ad unanimità ha considerato che quantunque da tempo immemorabile esista in questo Comune la pia Confraternita sotto il titolo di S. Maria di Costantinopoli, e fin dal 27 dicembre 1754 siano state munite di Regio assenso le regole che la riguardano e formano la norma della condotta morale degli ascritti e del regime amministrativo, pure, perché non esiste al­cun titolo di fondazione, né alcun atto sovrano, che ne legalizzi e renda legittima la esistenza, rendesi indispensabile accorrere a questa bisogna”.

“La Consulta istessa, alla medesima unanimità delibera implorarsi dalla clemenza sovrana una sanatoria che copra e ripari il vizio in parola”.

 

La sanatoria arrivò puntuale, il 16 dicembre 1857, con la quale il re Ferdinando II di Borbone legittimò la confraternita al suo esercizio.

Tra gli scritti della confraternita, presenti in archivio, il documento più importante è il “Libro delle conclusioni che si fanno dalla consulta”, redatto per la prima volta nel 1834, quando si suppone vi fu una riorganizzazione e si volle dare un nuovo impulso all’attività della confraternita stessa.

Scorrendo le pagine del documento, appare chiaro che la Congrega ebbe in quel tempo vita intensa e battagliera. Le riunioni della Consulta erano frequenti, varie le proposte e le deliberazioni intese a rendere più viva la partecipazione alla vita della Congrega, ad abbellire la chiesa e a rafforzare sempre più il culto della Vergine.

I Priori cambiavano ogni biennio, e così pure il primo e il secondo assistente, nonché i padri spirituali.

In seguito, i verbali delle riunioni della Consulta diradano e troviamo solo quelli che riguardano la votazione per la scelta del nuovo priore e dei “tre uffìziali maggiori”, cioè dei due assistenti e del segretario.

Sfogliando il “Libro delle conclusioni”, si coglie una voce, velata da un certo accoramento, di un uomo onesto e di sincera pietà: il sig. Anselmo Pillarella, priore dal 1849, chiede di essere esonerato dall’incarico per la sua età e perché teme di non poter più dare il rendimento di una volta a beneficio della Congrega.

Nel 1885, deceduto il vecchio priore, subentrò il nuovo: sig. Domenico Rocco. Vi fu un periodo di calma e di ordinaria amministrazione. Negli anni seguenti continuò la oculata amministrazione con le minuziose registrazioni delle entrate e delle uscite, con gli ordinari lavori di riparazione del tempio, la vendita del grano raccolto e di parte dell’oro donato, mentre non pochi confratelli diventavano morosi a causa dei tempi mutati.

Nuova linfa vitale prese a scorrere nella Confraternita quando il 21 marzo 1926 fu eletto priore, per acclamazione, l’insegnante sig. Francesco De Rensis, che succedette al precedente. Nelle prime riunioni la Consulta decise di far preparare il progetto per il restauro della Chiesa, “le cui condizioni erano pessime, invasa com’era dall’umidità, sbocconcellata qua e là, scolorita dal tempo, dalla polvere, dall’incuria”.

Le “Regole” della Confraternita, in vigore dal 1754 e che, pur avendo subito qualche modifica il 16 gennaio 1879, non si addicevano più “alle mutate condizioni della vita civile e all’incessante evoluzione di uomini e di cose”, vennero modificate; i confratelli e le consorelle furono invitati a mettersi in regola con il pagamento.

Alla morte del sig. Francesco De Rensis, fu eletto priore il sig. Mario Pasquale che, per circa un anno, diresse con passione e con accorgimento le sorti della Congrega. Seguì per quattro anni un commissario nella persona del molto rev. Arciprete Don Nicola Votino, il quale, con opera tenace e instancabile, si premurò per la realizzazione di opere volte al consolidamento della chiesa.

Il 14 dicembre 1952 fu eletto il sig. Pellegrino Giuliani. Durante il suo priorato, il tempio vide una nuova luce acquistando tanto di quello splendore e di quel decoro che si addicono alla dignità e alla regalità della Vergine che ospita. In tale periodo, la vita della Confraternita fu molto attiva e, in virtù dell’impulso datole dal priore, dal rev. padre spirituale, dai membri del Consiglio e dei Comitati e con la collaborazione di tutti i congregati, aumentò notevolmente il numero degli iscritti. Si contavano, infatti, 378 confratelli e 295 consorelle, per un totale di 673 confratelli.

Nel 1957, nella ricorrenza del bicentenario della fondazione della congrega, si fece dono alla Madonna e al Bambino Gesù di due corone d’oro, realizzate grazie al generoso contributo di tutti i paesani che, con grande compiacimento e devozione, diedero impulso all’iniziativa.

Negli anni successivi con il priore dr. Antonio Pasquale, furono eseguiti altri lavori di restauro ed acquistati i banchi in sostituzione delle sedie.

Il 25 marzo 1980 fu ricevuta la donazione di due appezzamenti di terreno per lascito testamentario del sig. Giorgio Giovannino.

Sempre nello stesso anno, il Consiglio, presieduto dal priore Giuseppe Angiolillo, fece redigere un progetto per il rifacimento del tetto: tali lavori però, a causa del terremoto furono eseguiti solo in parte.

Altro periodo di intensa attività coincide con gli anni 1987-2006 sotto il priorato del sig. Enzo Salvatore Di Iorio. In particolare va ricordato:

-         realizzazione di un nuovo statuto;

-         per la prima volta vengono ammesse al voto anche le consorelle;

-         il consiglio direttivo da tre viene portato a sette  membri;

-         viene riordinato l’archivio degli iscritti e rilasciata a quest’ultimi una tessera;

-         in data 2 luglio 1987 viene rilasciato dal Ministero dell’Interno un attestato che legittima tale Confraternita a ritenersi ente ecclesiastico civilmente riconosciuto con lo scopo esclusivo o prevalente di culto, ottenendo il riconoscimento di Ente dotato di Personalità Giuridica;

-         è stato realizzato un labaro quale simbolo della Confraternita;

-         è stato realizzato il sagrato antistante la chiesa stessa;

-         altre importanti opere sempre volte alla conservazione della chiesa.

Tra le varie confraternite esistenti in Pietracatella in epoca remota l’unica oggi ancora esistente è quella di “Santa Maria di Costantinopoli”, che ha sede nell’omonima chiesa.

Attualmente la Confraternita si occupa anche dei festeggiamenti del Corpus Domini e del Sacro Cuore di Gesù.