Le Tradizioni
La
Processione
Le funzioni religiose in onore della Vergine di Costantinopoli iniziano ben nove giorni prima dei solenni festeggiamenti del martedì di Pentecoste, e cioè nel pomeriggio della domenica antecedente.
Al suono delle campane per la Messa vespertina, tutto il popolo accorre in chiesa per attendere, con palpitazione, che la statua venga portata fuori dalla nicchia per essere posta al centro dell’area presbiteriale e ricevere il “bacio” dei tanti presenti.
Successivamente, la statua viene trasferita su un baldacchino appositamente realizzato per l’esposizione ai fedeli durante il periodo del novenario.
Con la Messa Vespertina si dà inizio, dunque, al novenario, che prevede la recita ed il canto di preghiere ed inni appositamente composti e dedicati alla Madonna.
Nel giorno della solennità della Pentecoste, sempre nel pomeriggio, avviene un rito abbastanza singolare, di cui forse in Molise ne rappresenta un unicum. Si tratta dell’innalzamento di un grande altare ligneo, detto “Castellana”, a più registri e che occupa l’intero abside, coperto da drappi color blu e rosso, colori caratteristici del manto della Vergine, ed adorno di pizzi e merletti. Alla sommità di tale altare ligneo viene innalzata la Madonna attraverso un meccanismo di argani. In tal modo la statua della Madonna domina su tutta la navata centrale e la platea stante.
Il trono, come viene chiamato in gergo, è addobbato con fiori, soprattutto rose, che un tempo le contadine portavano dalla campagna.
Nulla sappiamo di questo rito, ma possiamo supporre trattasi di reminescenze orientali, cioè fenomeni di quel bizantino che oggi, in alcuni casi, si può cogliere nella liturgia e nella devozione mariana.
Nel lunedì di Pentecoste, vengono addobbati dei carrettini con fiori di campo, caprifogli, rose e gigli, nonché con una folta copertura di rami d’edera e dei caratteristici mazzetti di “muscill”. Nel giorno seguente, quello della festa, tali “carrttell” accolgono i pargoli affidati dalle mamme alla protezione della Vergine. Questi sono trainati da coppie di pecorelle, coperte sul dorso da una mantellina di colore azzurro, con su ricamata la “M” di Maria.
Il martedì, giorno dei solenni festeggiamenti, a ricordo del lieto evento, al mattino, le campane suonano a festa.
In chiesa, intanto, si celebrano le prime messe, importante un tempo era la cosiddetta “Messa d’Uffizio”, cioè quella in cui tutti i confratelli cantavano l’uffizio della Madonna: “il mattutino”.
La Madonna, e così anche il Bambino Gesù, sono ornati da oggetti d’oro votivo e sul loro capo sono poste due corone d’oro, in sostituzione di quelle d’argento.
La statua della Vergine viene calata dalla “castellana” e collocata sul baldacchino che la condurrà, portata a spalla da ben dodici persone, per le strade del paese, fino ai campi.
Sfilano in processione gli stendardi della Confraternita e del Comune, di cui è protettrice, nonché le bandiere di altre festività paesane.
Un tempo, la Croce della Confraternita era portata in processione dagli stessi confratelli che, vestiti con camice bianco e mantellina rossa, rappresentavano gli apostoli.
La processione, con alternanza, si dirige, negli anni dispari, a sud, mentre in quelli pari, a nord del paese, nei pressi delle contrade in cui sono situati i possedimenti della Confraternita.
Arrivati in contrada si procede alla benedizione dei campi seguita dai fuochi pirotecnici.
I festeggiamenti proseguono fino a sera, con il Concerto Bandistico, seguito da fuochi a chiusura della festa.