Le Tradizioni   

La Ricezione dei Novizi
 

Un tempo la prima domenica dopo Pentecoste, si celebrava con solennità la fun­zione per la ricezione dei novizi; purtroppo, oggi, tale rito è andato in disuso.

Erano, per lo più, innocenti bambini che in tenerissima età entravano a far parte della schiera consacrata a Maria o adolescenti e adulti di ambo i sessi che, umilmente, chiedevano di servire la Madonna.

In chiesa vi era un festoso andirivieni in attesa dell’inizio della funzione: in sagrestia alcuni confra­telli anziani avevano già indossato la veste candida e la tracolla rossa della Confraternita. I novizi erano tutti raccolti lungo l’armoniosa balaustra marmorea, vi­sibilmente commossi gli anziani, ignari e curiosi i più piccini.

Squillava la campanella che apriva la sacra funzione; l’organo diffondeva le liete note del “Miserere mei, Deus”, e tutti intonavano il canto; si recitava, poi, il “Gloria Patri” e il rev. Padre spirituale leggeva i versetti a cui rispondevano tutti i confratelli.

Dopo la preghiera e le interrogazioni rivolte ai novizi, il Sacerdote benediceva la rossa fascia di seta, che è il distintivo della Congrega, e la passava al collo di ciascun novizio, per simboleggiare la sua avvenuta vestizione e la sua dedizione a Maria.

Il Padre in ginocchio intonava il “Veni, Creator Spiritus”, dava in mano ad ogni novizio una candela accesa, mentre, in coro, si in­nalzava a Dio lo squillante “Te Deum”;  il rev. Padre dava la pace a ciascun nuovo associato e, di seguito e in ordine, tutti i confratelli stringevano in un fraterno abbraccio i neo iscritti, ripetendo loro 1’augurale “Pax Ubi”:  pace dell’anima e pace del cuore.

Al termine dell’Inno i novizi recitavano la preghiera alla Madonna, indi giuravano sul libro delle “Regole” e il Padre spirituale li esortava a servire Maria e ad impetrare la grazia perché Ella non li abbandonasse mai in vita e in prossimità della morte.

Iniziavano così a far parte della grande famiglia di Maria i novizi, i quali, se erano già in età adulta, partecipano all’uffizio domenicale, recitato durante la S. Messa celebrata in suffragio delle anime delle consorelle e dei confratelli defunti; assi­stevano, quindi, alla recita del rosario durante il mese di maggio e il mese di ottobre (de­dicati alla Madonna) e prendevano parte all’istruzione religiosa impartita dal rev. Padre spirituale nelle feste di precetto.

Oggi, come allora, il 2 febbraio, giorno della Presentazione di Nostro Signore al tempio, la Candelora, i confratelli celebrano la loro festa.

In questa occasione tutti gli iscritti pagano il loro tributo e ricevono in dono una candela che portano a casa per devozione. Ma tale giorno non è solo la festa degli iscritti è anche, almeno un tempo, la ricorrenza in cui il consiglio e i priori rinnovano la loro professione di fede alla Vergine, chiedendoLe aiuto per esplicare al meglio le loro funzioni per la maggior gloria della Vergine SS. di  Costantinopoli.