Un po' di Storia
Origini del Culto
La festa della Madonna di Costantinopoli è per Pietracatella la festa per eccellenza, quella a cui tutti i paesani (e non) attendono con gioia e particolare devozione.
Per comprendere a pieno tutti gli aspetti legati, in un certo qual modo, a questa devozione, non possiamo tralasciare quel poco che conosciamo sulle origini. Origini da rintracciare lontano nel tempo, alla civiltà di Bisanzio, alla Costantinopoli capitale dell’Impero Romano d’ Oriente, voluta e fondata da Costantino il Grande nel 330 d.C. Già a questa data si può rintracciare una particolare attenzione imperiale al culto mariano.
Con il V secolo, Teodosio II (408-450) eresse a Costantinopoli tre Basiliche, in vari luoghi, dedicati alla Vergine, in una delle quali pose la raffigurazione della Madre di Dio, che la tradizione vuole sia stata eseguita dall’evangelista Luca, opera, si dice, completata poi da mano non umana.
Tale culto si rafforzò con gli interventi promossi dalla sorella dell’imperatore, Santa Pulcheria. L’imperatrice volle che la Vergine fosse onorata soprattutto nei martedì, ed in particolare nel martedì di Pentecoste, sia per ricordare la definizione della dottrina sulla divina maternità, data nel concilio di Efeso nel 431 (nonostante le opposizioni degli eretici nestoriani), che si vuole sia avvenuto di martedì, sia perché, come ricorda l’iconografia mariana, il martedì di Pentecoste la città di Costantinopoli avrebbe avuto la vittoria su un attacco nemico che aveva posto d’assedio la città. La raffigurazione vede, infatti, l’apparizione della Vergine in cielo, osta su di una nube, accompagnata da angeli, al di sotto della quale una coppia angeli con anfore versano dell’acqua su una città fortificata in fiamme; iconografia che ritroviamo nel medaglione argenteo della Confraternita.
Durante le lotte iconoclastiche dell’VIII secolo ed il fenomeno delle Crociate avviato nell’XI secolo, un numero sempre maggiore di immagini, in alcuni casi in frammenti, della Vergine raggiunse l’Italia dove si propagarono soprattutto al sud.
Si diede, così, vita ad un complesso meccanismo che vide l’innesto nella cultura meridionale di quella bizantina, che portò alla venerazione di queste raffigurazioni perché ritenute miracolose, o perché legate ad eventi prodigiosi, quali la fine di pestilenze e di carestie. Tale innesto può essere, in seguito, riscontrato anche nell’ambito del folklore.
Per quanto riguarda Pietracatella, non ci sono state tramandate storie di apparizioni o di eventi prodigiosi che possano soggiacere alla nascita di tale culto. In passato si era supposto che la devozione a Maria fosse stata qui trapiantata attraverso la diffusione che si era propagata da Montevergine, passando, poi, alla diocesi di Benevento a cui Pietracatella faceva capo.
Oggi, invece, crediamo sia giusto rintracciare le origini del culto della Madonna all’apparizione avvenuta nel capoluogo partenopeo nel 1529 il giorno del martedì di Pentecoste, giorno in cui, da secoli, rende onore alla Vergine di Costantinopoli.
Onori che a Pietracatella prendono significati del tutto particolari e che, per taluni aspetti, potrebbero avere origini ben diverse da quelle cristiane, affondando le proprie radici nel politeismo pagano a cui si sovrappose l’avvento del cristianesimo.